Manovra 2026 - Regime forfetario: confermata anche per il 2026 la soglia di 35 mila euro per i redditi di lavoro dipendente
La legge di bilancio 2026 ha confermato, anche per l’anno fiscale in corso, l’aumento da 30.000 a 35.000 euro della soglia di reddito da lavoro dipendente (o redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente) oltre la quale è precluso l'accesso al regime forfetario.
Come noto, il regime forfetario - disciplinato dall’art. 1, commi da 54 a 89, della L. n. 190/2014 (c.d. legge di stabilità 2015) - è destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni e prevede rilevanti semplificazioni ai fini IVA e ai fini contabili, oltre che la possibilità di determinare il reddito forfetariamente e di applicare vantaggiose aliquote di imposta sostitutiva.
Possono accedere al regime forfetario le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arte o professione in forma individuale che sono in possesso dei requisiti previsti dalla normativa ossia i ricavi ed i compensi devono essere non superiori a 85 mila euro annui. Se si avvia un’attività in corso d’anno, il limite deve essere riproporzionato sulla base dei mesi effettivi di operatività. Inoltre, le spese sostenute per il personale dipendente o per lavoro accessorio inoltre, non devono eccedere l’importo massimo di 20 mila euro annui.
Tra le cause varie di esclusione dal regime forfettario, sono esclusi dal regime tutti i soggetti che hanno percepito nell’anno precedente redditi di lavoro dipendente e assimilati (di cui agli articoli 49 e 50 del TUIR) eccedenti la soglia di 35 mila euro.
Il periodo da considerare per il calcolo del limite è l’anno precedente a quello in cui si intende accedere o permanere nel regime. La verifica di tale limite è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato, a patto che in quello stesso anno non sia stato percepito un reddito di pensione o un reddito di lavoro dipendente derivante da un altro rapporto di lavoro.
La causa di esclusione per i soggetti che percepiscono redditi di lavoro dipendente e assimilati (es. pensione) è stata inizialmente introdotta con la legge di bilancio 2020 con un tetto massimo fissato a 30.000 euro. Successivamente, la legge di bilancio 2025 ha innalzato tale importo a 35.000 euro che è stato recentemente confermato anche per l’anno 2026 dalla legge di bilancio 2026 (art. 1, comma 27, L. 199/2025).